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TANZANIA |
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Superficie |
883.749 Kmq |
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Capitale
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Dodoma | ||
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Lingua
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Swahili e inglese | ||
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Moneta
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Scellino della Tanzania | ||
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Religione
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Scellino della Tanzania | ||
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Popolazione
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35.306.126 | ||
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Crescita
annua
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2,5% | ||
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Popolazione
urbana
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25% | ||
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Speranza
di vita
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52 anni | ||
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Mortalità infantile |
80 su 1.000 |
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%
degli iscritti alle scuole
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Scuole elem. 70%, medie 6%, medie sup. 1% | ||
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Quotidiani
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10 ogni 1.000 ab. | ||
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Radio
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26 ogni 1.000 ab. | ||
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Televisori
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PNL
pro capite
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$220 | ||
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Esportazioni
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$ 828milioni | ||
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Importazioni
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$ 1440milioni | ||
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(Fonti - popolazione,
crescita annua, speranza di vita, mortalità infantile, esportazioni
e importazioni: The World Factbook 2000,
www.odci.gov/cia/publications/factbook
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STORIA Sede dei più antichi reperti fossili della specie umana, la storia della Tanzania in età moderna è scandita prima dall'influsso della civiltà araba, poi dal rovinoso intervento coloniale europeo, in particolare dell'Inghilterra, che arrivò al pieno controllo della regione allora denominata Tanganica (esclusa l'isola di Zanzibar, formalmente soggetta ad un sultanato) intorno al 1915. I sentimenti nazionalisti del popolo del Tanganica, guidati dal padre della patria J. Nyerere, sfociarono nel 1961 nel raggiungimento dell'indipendenza, cui poi seguì la federazione con Zanzibar nella Repubblica Unita della Tanzania. Sostenitore dei principi del "socialismo africano" e fautore del non allineamento, Nyerere non riuscì tuttavia a dare un impulso soddisfacente all'economia: fallimentare fu l'esperienza degli uijamaa, villaggi rurali comunitari che avrebbero dovuto garantire l'autosufficienza alimentare. Gli anni '80, con il passaggio di consegne da Nyerere a Ali Hassan Mwinyi, furono caratterizzati dalla progressiva democratizzazione del paese, attraverso l'introduzione del multipartitismo, ma anche dalla progressiva dipendenza dai finanziamenti internazionali, cui si è tentato, con scarso successo, di far fronte con l'apertura ai capitali privati. L'economia della Tanzania è a prevalentemente agricola: vi si dedica infatti circa 90% della popolazione; limitato il ruolo delle risorse minerarie; discreto lo sviluppo del turismo soprattutto negli ultimi decenni. La maggior parte degli abitanti della Tanzania sono di etnia bantu; tra gli altri ceppi spicca quello nilotico. Di quest'ultimo fanno parte i masai, popolo di pastori nomadi tenacemente conservatore delle proprie tradizioni e poco integrato e coinvolto nella modernizzazione del Paese. |
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BIBLIOGRAFIA RUTAKAMIZE-FAGGIOLI, Tanzania Bologna: Cefa 1981 BERRINI, Kenya Tanzania, Clup 1989 BURZIO M., Tanzania : viaggio nella storia e nel paese, Milano : Idealibri 1995 DARCH C., Tanzania, Oxford : Clio press 1996 VACCHI, Africa Orientale: Kenya, Tanzania, Uganda, Bergamo: Cesvi 1996
MUSICA Daunilodi Bwelele za Kiswahili |
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ONG ITALIANE IN TANZANIA ALM, GAO, MSP, CEFA, AMREF, CMSR, CUAMM, SUCOS, CAST, CIC, LVIA, SCSF, VISES |
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