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Conosciuto anche
come BENDIR, è un tamburo a cornice, con una sola membrana, del diametro
di almeno 40 centimetri. Nella cornice, di legno, è praticato un foro
in cui si infila il pollice della mano sinistra in modo da tenere lo strumento
in verticale. All'interno del BANDIR, sono tese due corde di risonanza
(di budello), poste a contatto della pelle tesa, lungo tutto il suo diametro.
Lo strumento viene utilizzato principalmente nel corso di cerimonie religiose.
Nei paesi arabi, dove è molto diffuso, viene utilizzato anche nelle particolari
cerimonie delle sette SUFI. La tradizione SUFI, fortemente caratterizzata
dall'utilizzo della musica, del ritmo e della danza per il raggiungimento
di particolari stati della coscienza, racconta di come jellad-ud-in Rumi,
completamente assorto nella contemplazione del Creatore e da Lui ispirato,
si mettesse improvvisamente a roteare ritmicamente su sè stesso, mentre
la sua veste, come pure i movimenti delle sue mani, disegnavano una sorta
di cerchio nell'aria (gesti che sarebbero divenuti la caratteristica principale
della danza sacra dei SUFI RAKH). Il ricordo di questa "visione" e di
quel momento di estasi mistica viene celebrato - ancor oggi - nelle danze
dei DERVISCI.
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