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SANZA NGALA
Rep. Dem. Congo
Idiofono

La sanza, viene suonata tenendola fra le mani disposte a coppa e pizzicandone le lamelle con i pollici. L'altezza dei suoni prodotti è in relazione alla lunghezza delle lamelle. Il più delle volte la disposizione delle lamelle è simmetrica, con il suono più grave al centro ed i suoni più acuti alle estremità laterali. L'accordatura forse più comune è quella pentatonica, senza semitoni, del tipo DO -RE - MI - SOL - LA, ma se ne trovano di molto differenti a seconda della zona di provenienza. Nel repertorio della musica per SANZA si trovano combinazioni poliritmiche con una sovrapposizione di ritmi sia binari che ternari. Lo strumento viene spesso utilizzato nell'accompagnamento di canti individuali, di grande effetto. La cassa di risonanza può essere composta da zucche aperte, di varie dimensioni, ma anche da vasi di argilla su cui lo strumento viene appoggiato in assenza di cassa di risonanza propria. Il numero di lamelle varia grandemente a seconda le differenti culture e tecniche costruttive. A dimostrazione dell'estrema originalità di forme che possono contraddistinguere lo stesso strumento, la sanza riprodotta nel riquadro (SANZA NGALA) che proviene dallo Zaire, ha la cassa di risonanza ricavata da un guscio di tartaruga su cui è stata applicata la consueta tavoletta di legno con lamelle.