Le sanze, appartenenti agli Idiophones pizzicati, si presentano sotto forme e grandezze molto differenti. Il termine SANZA, SANSA, č probabilmente il pių diffuso (in occidente) per descrivere lo strumento in questione. Data perō la sua capillare diffusione in tutta l'Africa nera, č localmente conosciuto con un gran numero di nomi differenti: MBIRA in Zimbabwe; OBUDONGO, LIKEMBE in alcune zone dell'Uganda e dello Zaire; CHITATA in Mozambico; solo per citarne alcuni.
In genere si tratta di tavolette pių o meno sottili, spesso dotate di casse di risonanza (di vario spessore), su cui viene applicato un numero variabile di lamelle. Anticamente le lamelle potevano essere vegetali, di bambų o di fibra; oggi sono quasi esclusivamente di metallo, trattenute alla cassa armonica da chiodini ricurvi ed allineate su ponticelli di legno, metallo, fibra. Si tratta di uno degli strumenti pių tipicamente africani, le cui origini vengono fatte risalire a certe lamelle di rafia (o di altro vegetale) che venivano tenute tese sulle labbra e fatte vibrare con l'emissione del soffio. Nell'immagine possiamo osservare due esempi di MBIRA dello Zimbabwe che differiscono appena per la presenza o meno di una cassa di risonanza e per il numero di tasti. Quella posta in verticale č una SANZA dello Zaire. Caratteristici sono i risuonatori (sonagli di vario genere: cilindretti di ferro, conterie, tappi di metallo) applicati alle lamelle o direttamente sulla cassa di risonanza. I sonagli entrano in vibrazione durante l'uso dello strumento, per scuotimento o, direttamente, per la sollecitazione delle lamelle.