La MBIRA DZAVADZIMU,
con ben 24 chiavi di metallo, è costruita con una tavola di legno dell'albero
MUKWA. Le chiavi sono tratte da sottili verghe di ferro ad alto contenuto
di carbonio. Lo strumento è fissato all'interno di grosse zucche che fungono
da cassa di risonanza (con un effetto caratteristico di sostegno del suono).
Tra le comunità SHONA,
presso cui è in uso, il suono della MBIRA era tradizionalmente associato
ai riti di contatto con gli antenati. La parola stessa MBIRA deriva da
una cerimonia religiosa detta BIRA. Un buon suonatore di MBIRA è considerato
come una sorta di eletto, un individuo protetto dagli spiriti ancestrali.
Di questo strumento si conoscono versioni in cui la cassa di risonanza
è costituita (evidentemente per scopi magici) da teschi di animali. La
MBIRA era utilizzata tradizionalmente, in Zimbabwe, come strumento "a
solo". In regioni assai vicine si conoscono almeno sei differenti tipi
di MBIRA: la MBIRA MATEPE, diffusa nel Manicaland, con tasti lunghi e
sottili in numero di 29 o 34; la MBIRA NJARI, a 34 tasti, presente nell'area
di Masvingo; la MBIRA DZAVADZIMU (nella fotografia) con i tasti disposti
su due file, diffusa nelle regioni ad est; la MBIRA NHARE, con i larghi
tasti, che presenta un foro nella cassa di risonanza, per il mignolo della
mano destra; quest'ultimo strumento è diffuso tra le comunità del Mashonaland.
La MBIRA DZVA TONGA,
molto più piccola, con 8/14 tasti, montati su una piccola cassa di legno
sagomata, in uso presso i TONGA. Infine la MBIRA KARIMBA, con un numero
variabile di tasti, tra 8 e 20. In questo caso viene utilizzata direttamente
su una zucca, forata alla sommità, che funge da naturale cassa di risonanza.