Un attrezzo,
antenato della marimba, formato da una serie di barre di legno o di pietra,
fu - probabilmente già nella preistoria uno dei primi strumenti melodici
dell'uomo. La storia di questi particolari strumenti e della loro diffusione
è abbastanza curiosa: furono infatti tra i primi ad aprire all'uomo la
possibilità di imitare (almeno parzialmente) la tonalità del canto. Il
principio costruttivo di questi strumenti è rimasto sempre lo stesso nel
tempo, e la tecnica esecutiva ricalca oggi a grandi linee, quella di tutte
le civiltà africane, euro-asiatiche ed orientali che da millenni hanno
adottato lo strumento nella loro tradizione musicale. L'altezza della
nota varia per molti fattori: spessore del legno, lunghezza e larghezza
delle barre, gradi di durezza e peso. Le gambe del musicista, su cui era
posta trasversalmente una barra di legno, furono la prima naturale cassa
di risonanza ed il primo supporto dello xilofono di legno o MARIMBA. In
seguito, varie barre di legno, di diversa tonalità e spessore, furono
posti su un apposito telaio. La cassa di risonanza era, costituita o da
una buca (posta sotto lo strumento per tutta la sua lunghezza), o da una
serie di zucche, di varie misura, poste sotto ogni elemento della tastiera.
La presenza di questa tastiera nell'area africana fu segnalata almeno
cinquecento anni fa dai primi esploratori; le cronache dell'epoca narrano
infatti di strumenti di legno, costruiti con questa foggia, dai differenti
nomi: BALAFO, MARIMBA, MALIMBA, MANZA, MBILA,
BALINGA ed altri ancora. La MARIMBA viene tradizionalmente suonata da
uno o più suonatori, posti gli uni di fronte agli altri, con gli strumenti
eventualmente appoggiati ad angolo tra di loro. Le tavole della tastiera
vengono percosse con mazzuole leggere di legno. Nel caso di questo strumento,
proveniente dal Mozambico, è presente una sorta di manico, ad arco, che
ne facilita il trasporto.