Il CHIPENDANI
è conosciuto per essere lo strumento dei giovani pastori. Si tratta di
un semplice arco sagomato, alle cui estremità è legato un sottile filo
di metallo. La corda è tenuta in tensione anche da un apposito tirante,
di spago, posto circa all'altezza dell'impugnatura dell'arco (a 2/3 della
lunghezza complessiva dello strumento). Lo strumento viene pizzicato con
le dita, oppure con un plettro vegetale e viene percosso con un sottile
bastoncino. La musica prodotta con il CHIPENDANI è spesso accompagnata
da fischi modulati o dalla voce. Lo strumento è diffuso sia tra le popolazioni
SHONA che
NDBELE. L'arco musicale è probabilmente il più diffuso tra i cordofoni
africani. Ne esistono di varie forme, alcune delle quali di grande semplicità.
E' il caso del MUKUMBE (in basso), "l'arco a bocca", così chiamato per
il fatto che una delle estremità dell'arco stesso viene tenuta sulla bocca,
appoggiata alle labbra semiaperte. Quando l'archetto viene percosso, sulla
corda, la cavità costituita dalla bocca funge da cassa di risonanza. Nel
caso invece del CHIMAZAMBI, l'arco presenta una corda ricavata da una
foglia secca di MURARA (una particolare palma). Lo strumento, diffuso
tra le popolazioni VENDA,
presenta, lungo tutta la sagoma di legno, una serie di tacche su cui viene
fatto scorrere (per sfregamento) un apposito bastoncino. Si tratta quindi
di un vero e proprio strumento a percussione, tanto da essere comunemente
annoverato tra gli idiofoni. Il CHIMAZAMBI è tradizionalmente utilizzato
anche dai guaritori N'ANGA, che risiedono nei pressi delle rovine di "GREAT
ZIMBABWE".